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[matita
e carboncino su carta ruvida, 2002] Ero
in America per il matrimonio di Frank e Ilka. Faceva davvero freddo e dovevamo
andarcene in giro per forza con lo smoking che lì si chiama tuxedo (l'avevo
scoperto parecchi anni fa quando ascoltavo i dischi dei Tuxedo Moon un gruppo
new wave avantgarde nati in California ma assai poco americani). Ci dovevamo prestare
al servizio fotografico con l'obbligo del sorriso d'ordinanza nonostante la corrente
del Labrador. La giornata fu memorabile, quasi da film. Il momento migliore fu
senza dubbio il viaggio in limousine con autista e champagne ghiacciato. E poi
le facce degli invitati, degli altri cavalieri che come me indossavano il tuxedo.
È inutile negarlo sembravamo picciotti di Al Capone vestiti a festa.
Ho cercato di ritrarli a memoria qualche giorno dopo, quando mi ero appena comprato
un blocco da schizzi con carta robusta e porosa che non avevo mai usato prima.
L'idea era di riempire tutto l'album con ritratti. A distanza di quasi due anni
di buono è rimasta solo l'idea. I ritratti non li ho mai fatti. |