border 2 sceneggiatura


PAGINA 1

V1
Gente dentro uno stanzone disadorno, tipo magazzino prefabbricato. Molti se ne stanno in piedi con le spalle schiacciate alle pareti. Sguardi attoniti. Bambini e vecchi. Qualcuno è seduto su panche o sedie non meglio identificate.
Falena è seduta disinvolta come se fosse a un caffè. Lado le sta vicino accovacciato.
Lei è bionda con un taglio pari, ricorda Jody Foster (ricorda, non uguale, quindi niente effetto Bonelli con le facce degli attori). Ha un impermeabile chiaro e scarpe con tacco alto e sottile, maglione dolcevita nero e gonna stretch appena sopra il ginocchio.
Lui potrebbe essere benissimo un Jeremy Irons o un Daniel Day Lewis, o chi vuoi tu. Comunque un tipo interessante. Veste di scuro e non porta la cravatta. Capelli corti ma con un taglio originale e molto curato e studiato. Non sembra assolutamente un professionista.
C'è abbastanza buio e le ombre dominano la situazione. La luce sarà tipica da film di Lynch: intermittente.
Stanno zitti, come se poco prima abbiano detto qualcosa di molto pregnante che necessita di una riflessione prima di una risposta. La risposta è lì ma fa fatica ad affiorare.

Dida:
SI SONO CONOSCIUTI IN UN RIFUGIO MENTRE FUORI C'ERANO I BOMBARDAMENTI

Dida:
POCHE PAROLE, MA PROPRIO QUELLE GIUSTE.

V2
Primo piano di lui. Ancora con le parole che non escono.

Dida:
FALENA NON SI ERA AFFATTO STUPITA QUANDO LADO LE AVEVA DETTO DI ESSERSI TRASFERITO LI' PER LA GUERRA.

V3
Primo piano di Falena. Stesso sguardo della V1.

Dida:
AVEVA CAPITO CHE PER LUI ERA FONDAMENTALE DIPINGERE LA GUERRA STANDO SUL POSTO.

Dida:
PROPRIO LA COSA GIUSTA.

PAGINA 2

V1
Sono fuori per la strada. Primavera. Fumi dei bombardamenti. Porzioni di case distrutte. Sirene di ambulanze, dei pompieri. Gente che corre. Disegna quando puoi e quando ci stanno queste situazioni di contorno.
Lado ha le mani in tasca e cerca di sorridere all'indirizzo di Falena che è ferma con le gambe unite e dritte, mentre si sta accendendo una sigaretta. Belle gambe. L'impermeabile le scopre mosso dal vento.

Lado:
POTREMMO ANCHE ANDARE A MANGIARE QUALCOSA…

V2
Falena accenna un sorriso e stringe la sigaretta con le dita lunghe e sottili. Ovviamente smaltate.

Falena:
SI'. CERTO.

V3
Camminano affiancati. Prendili di spalle. Lado ha le mani in tasca, lei invece ha una lunga falcata elegante. Intorno fumi, polvere, pezzi di macerie che si alternano a monumenti. Questo scenario è il leit motiv di tutta la storia. Se ci sei stato, ispirati alla Berlino Est del dopo muro. Quartieri di Mitte e Prenzlauerberg. L'antico intatto ed eroso dal tempo, l'antico distrutto dalle bombe, si fondono in un'unica creatura mostruosa.

V4
Le gambe di Falena che camminano decise. Belle gambe ti ho già detto. Non ha calze a rete mi raccomando e per le scarpe vedi documentazione allegata.

V5
Piedi di Falena attraversano le strisce posandosi perfettamente e ritmicamente solo sulle strisce bianche.

V6
Li vediamo attraversare le strisce, prendendoli dall'alto. Lado cammina a casaccio, quindi ha un piede su una striscia bianca e l'altro su quella nera. Falena al contrario procede con un ritmo matematico.


PAGINA 3

V1
Esterno della pizzeria. Brutta e superkitsch. Mescola architettura mitteleuropea stile Kafka a un finto sud. Quindi finestre a sesto acuto con immagini del Vesuvio. Una porcheria come la pizza che fanno.
Voce fuori campo:
TUTTI MI HANNO PRESO PER PAZZO PER LA SCELTA CHE HO FATTO…

Voce fuori campo:
MIA MADRE MI HA CHIESTO COSA VOLEVO DIMOSTRARE…

Voce fuori campo:
QUANTI ANNI HA?

Voce fuori campo:
72, MA NE DIMOSTRA ALMENO DIECI DI MENO…


V2
Interno pizzeria. Primo piano di Lado che sta sorseggiando un boccale di birra. Abbozza un sorriso tirato.

Lado:
A PROPOSITO TI PIACE LA PIZZA?… SARA' ANCHE UN BRUTTO POSTO, MA E' L'UNICO DOVE SI RIESCE ANCORA A TROVARE UN PO' DI MOZZARELLA.

V3
Falena si porta alla bocca la forchetta con un pezzo di pizza. Labbra sensuali ma non siliconate.

Falena:
SI', E' MOLTO BUONA. NON MI CAPITA SPESSO CON LA QUATTRO STAGIONI.

V4
La mani, le dita di Falena che tagliano elegantemente la pizza. Un gesto di un erotismo algido e chirurgico. La posizione delle dita e delle mani sarà decisamente sensuale. Si curvano, si flettono, si arricciano, si stendono. La pizza sul piatto è stata divisa in spicchi perfetti. Quattro. Uno per stagione. Quello con il prosciutto è stato ulteriormente sezionato in piccole losanghe altrettanto perfette.

Falena:
E QUANDO LA VORRESTI FARE LA MOSTRA?

V5
Lado di profilo. Si vede la sua pizza tagliata malamente e disordinatamente.

Lado:
NON LO SO ANCORA… DIPENDE DA COME VA A FINIRE QUI… COMUNQUE MI PIACEREBBE PER IL PROSSIMO AUTUNNO… SICURAMENTE PRIMA DI NATALE.

V6
Falena continua a mangiare allo stesso modo. Sul piatto manca il secondo spicchio di pizza.

Falena:
MI PIACEREBBE VEDERE LE TUE TELE.

PAGINA 4

V1
Interno appartamento di Lado. Potrebbe essere un attico, ma non lo sembra. Potrebbe essere un loft ma è troppo antico per esserlo. Comunque ha i soffitti stuccati con fregi e angeli. Alle pareti resti di affreschi profani. Pavimento di travi di legno, una grossa stufa berlinese di maiolica. Materasso per terra con lampada vicina. Lo stanzone è diviso in ambienti tramite tramezzi, séparé da bordello belle époque, o da cinesi. Valige e vestiti sparsi dappertutto. Le tele di varie dimensioni appese a catene con tanto di ganci. Il soggetto racconta di scene di bombardamenti. Nell'insieme ricordano molto la pittura di Turner, specie quella relativa al periodo romano, con tanto di ruderi e intemperie. Comunque ai dipinti ci penseremo a suo tempo. In fondo all'appartamento si vede il cielo. Manca infatti una porzione di soffitto. Travi affioranti dividono l'interno dall'esterno. Per terra alcuni catini raccolgono l'acqua che cola dal tetto.
Falena è in piedi discreta ed elegante e al contempo sicura. Osserva la scena e fuma.
Lado un po' imbarazzato, un po' orgoglioso e indolente di tutto quel disordine che fa molto artista, fa ampi gesti con mani e braccia per illustrare il locale. Non c'è molta luce.

Lado:
NO TI DICO NEMMENO SCUSA PER IL DISORDINE… TANTO NON ME NE FREGA NIENTE… ADORO IL CAOS!

Lado:
ABBASTANZA BANALE PER UN ARTISTA… MA TI ASSICURO CHE E' DAVVERO COSI'!

Falena:
OGNUNO HA IL SUO ORDINE. BASTA RISPETTARE I CONFINI DEGLI ALTRI.

V2
Lado sembra interessato alle parole di Falena. Comunque è molto più interessato al suo corpo elegante. Quindi disegna Lado con un sorriso abbozzato.

Lado:
GIA' E' UNA QUESTIONE DI CONFINI…

Lado:
A PROPOSITO GRADISCI QUALCOSA DA BERE?… HO DEL WHISKY IRLANDESE, COGNAC ANCHE UN PO' DI APFEL, SE PREFERISCI…

V3
Falena con gli occhi illuminati. Avanza decisa verso le tele.

Falena:
COGNAC. DAI FAMMI VEDERE COSA DIPINGI!

V4
Tela a tutta parete con scena di guerra. Cadono le bombe, città in fiamme gente che fugge. Terrore. La scena ricorda certi dipinti neoclassici, come il ratto delle sabine di David. Non c'è molta traccia di iperrealismo. Davanti alla tela le teste di Lado e Falena. Lado porge a Falena il bicchiere col cognac.

Lado:
IO DIPINGO LA GUERRA.

V5
Inserto sottilissimo. Gli occhi di Falena

V6
Inserto sottilissimo. Gli occhi di Lado.

PAGINA 5

V1
Falena cerca un posto dove posare il bicchiere. Lado le si fa incontro.

Falena:
DOVE POSSO POSARE IL…

Lado:
LASCIA… LASCIA… FACCIO IO…

V2
Finalmente il contatto. Lui l'afferra ai polsi. Un gesto anche delicato, ma che non lascia scampo, senza alternative.

V3
Vediamo Falena di scorcio, sovrastata dalla figura di Lado presa di spalle. Ha le spalle larghe, che giganteggiano con il nero della camicia. Lado stringe ancora Falena che ha un'espressione tra l'attonito e l'eccitato (auguri per l'espressione!).

V4
Il bacio diventa inevitabile. Lui avvicina lei, la vorrebbe penetrare istantaneamente. Lei non è comunque passiva.

V5
Si baciano appassionatamente in mezzo al loft. Intorno a loro, sulle tele continua a furoreggiare la guerra. Fuori, dalla breccia sul tetto, si sta facendo nuvolo.

PAGINA 6

Paginone con figura unica centrale e un arcipelago di vignette con dettagli intorno.
Loro giacciono e si palpano buttati per terra, sulle assi di legno, sui tappeti disordinati, sugli stacci intrisi di acquaragia, fianco a fianco con tubetti di colore, pennelli, spatole e cutter affilati.
Lei non ha rinunciato alle mutande, tra l'altro molto semplici e pudiche e quindi anche eccitanti.
Lado può essere a torso nudo con i pantaloni abbassati. Ha avuto il buon gusto di togliersi scarpe e calze, così i piedi gli appaiono nudi. Non importa chi sta sotto e chi sta sopra. Del resto potrebbero stare anche di lato. Non è una questione di dominio, ma di esplorazione e ricerca di complicità. I corpi sono come la cartina di una città che non conosci. Ti attrae tutto e non sai da dove iniziare.
Dettagli:

Labbra che si baciano.

Lingua di Lado che lecca dita dei piedi di Falena.

Mano di Falena che accarezza la base del fallo di Lado.

Lado succhia un capezzolo. Falena ha dei capezzoli minuscoli, decisamente androgini.

Dita di Falena che scorrono lungo il torace (poco villoso) di Lado.

Dita di Lado che tentano di varcare la soglia delle mutandine.

La mano di Falena che blocca decisa la sortita.

Dida (è Falena a parlare, quindi mettila vicino a quest'ultima scena):
NO.

Dida.
NO. BISOGNA RISPETTARE I CONFINI…

Dida:
TI RICORDI?… NE ABBIAMO PARLATO PRIMA…


PAGINA 7

V1
Lado rimane attonito, ma al contempo moderatamente eccitato dall'imprevisto improvviso. La mano continua a sostare prigioniera della mano di Falena.

Lado:
SI'… MA PERCHE'?…

V2
Inquadriamo le mani. Falena sta spostando la mano prigioniera verso la destra sempre lungo il bordo, vicino alla cicatrice dell'appendicite.

Dida:
E' LA REGOLA.

Dida:
DI UN GIOCO?

Dida:
FORSE.

V3
La mano di Falena conduce la mano di Lado proprio sulla cicatrice.

Dida:
ADESSO RESTA QUI… MI PIACE…

Dida:
DA MORIRE.

V4
Lei è sdraiata sulle assi. Lado le sta vicino accoccolato con la mano ben ferma sulla cicatrice.
Sembrano anche loro fare parte di un quadro.
Prendili un po' dall'alto, in modo che si possa vedere il casino della stanza, che ricorda i clamori assordanti della guerra.

V5
Questa immagine si deve sposare con quella di un dettaglio di un quadro di Lado. Un uomo chino sulla compagna morta in un lago di sangue. Questi però sono vestiti.

V6
Tutto si fa scuro. Stessi dettagli, stesse immagini ora molto più scure, difficili da percepire.

V7
Sottilissima. Buio.


PAGINA 8

V1
Stessa immagine della V5 di pagina 7. La luce sta tornando.

V2
L'immagine appare in tutti i suoi dettagli. Alcune parti sono state cancellate con la vernice. Vicino alla tela c'è il secchio di vernice, con il pennellone sgocciolante messo per terra.
Manca un braccio dell'uomo, un occhio e un seno di lei, un piede di lui e tutta la zona pelvica di lei.

V3
Lado in mutande seduto per terra e mezzo avvolto da un sudario o una tela. Dev'essere evidente che ha dormito per terra. E' ancora rincoglionito e si guarda intorno. Guarda le sue opere mutilate e cancellate. Vicino a lui un foglio di carta piegato accuratamente. E' una lettera.. lui non se n'è ancora accorto.

V4
Il suo busto in tensione fa leva sulle braccia per rimanere eretto da seduto. La testa in torsione continua a guardare i dipinti mutilati.

V5
Altri dettagli mutilati. Uno che corre, che fugge inseguito da un'esplosione. Non ha più una gamba. Una donna urla agitando le mani che le sono state amputate. Un bambino piange e gli sono state amputate non la bocca, ma le orecchie e il disegno di Burt Simpson sulla maglietta. Anche le case sono state amputate. Certe dei tetti, altre delle finestre, porte, o semplicemente a caso. Proprio come fanno le bombe.

V6
Lado curvo su stesso. Gli occhi bui oscurati dall'ombra del suo corpo. Stringe tra le mani la lettera.


PAGINA 9

V1
Lado passeggia mentre legge la lettera. Potrebbe essere una bella via o piazza del centro. Architettura impero asburgico. Comunque fossi enormi per le strade, palizzate, transenne, pompieri, curiosi che guardano i danni, pompieri che scavano tra le macerie. Lo scenario è sempre quello: un intenso di pullulare della vita stimolata dalla morte. Energie che si sprecano. Movimenti in netto contrasto con la lentezza apatica e di un'altra dimensione che regola e scandisce il piano dell'esistenza di Lado. Lui è lì non per vivere ma per ritrarre. In qualche modo ha un salvacondotto emotivo e corporeo. Quella guerra in fin dei conti non lo riguarda. Forse passa anche un carro di monatti. E' trainato da un mulo, ma forse anche da due uomini.

Dida.
Per adesso niente testo. E' lungo e complicato e necessita di riflessioni approfondite. Comunque sappi che lungo tutto il percorso della lettera ci saranno varie didascalie.


V2
Lado si incammina lungo una scalinata in salita. Lo vediamo arrancare di spalle. Al suo fianco sta scendendo una donna grassissima con un bastone e un piede fasciato. Ha un paio di improbabili occhiali da sole da diva del cinema. La precede, come un pesce pilota, un bambino con una maglietta a righe. Porta scarpe da tennis enormi e senza lacci.

Dida:


V3
Lado cammina lungo un ponte. Un ponte antico, non moderno e non antisismico. Lo vediamo lontano con l'acqua del fiume che scorre sporca di sotto.

V4
Finisce in uno spiazzo enorme, dove c'è un mercato improvvisato. Bancarelle provvisorie e senza strutture adeguate. Molti espongono per terra. Prendila dall'alto. Lo spiazzo non è asfaltato, in compenso ci sono diverse pozzanghere e camion vecchissimi.

V5
I bancarellari sono decisamente slavi. Kossovari, montenegrini, rumeni. Merce inutile. Vari reperti sovietici. Teste di Lenin e di Marx (cfr. allegati). Uno con un colbacco dell'armata rossa vende cazzate. Utensili di scarsa utilità e qualità. Ha in mano un pacco di rasoi radi e getta. Insiste all'indirizzo di Lado che nel frattempo continua a leggere. Si vede che oltre alla lettera c'è qualcosa di diverso. Tre fotografie, sembrano delle polaroid. Ne sta osservando una. Dal testo della dida si capiranno maggiori particolari.

Dida:

ambulante:
SIGNORE… SIGNORE… BARBA BUONA QUALITA' AMERICANO… TUTTO AMERICANO…


PAGINA 10

V1
Primo piano del volto di Lado. Si sta radendo.

V2
Dettaglio. La lama passa sul labbro superiore.

V3
Si sta asciugando. Vicino al lavandino c'è un mobiletto su cui tra le altre cose (boccetta di profumo Armani, bagno schiuma, phon) possiamo notare anche la lettera con le foto.

V4
Lado, che è in canottiera prende la foto. Con l'altra mano ha ancora l'asciugamano.

V5
Vediamo le foto e vediamo anche una parte di mano che la tiene.
Le foto sono delle polaroid scattate da Falena durante la notte, a insaputa di Lado. Lui dormiva e non si è accorto di niente. Una foto lo ritrae addormentato supino con una parte di sudario sulle gambe. Un braccio gli è stato cancellato e anche un piede che spuntava dal sudario.
L'altra foto è un primo piano del suo volto addormentato, da cui sono stati asportati il labbro superiore e un orecchio. L'ultima foto è stata fatta con l'autoscatto. Falena è rannicchiata su se stessa e manca completamente dei piedi e delle mani. Amputazione totale. I piedi sono stati addirittura tagliati con le forbici.

V6
Lado scende le case di scale. Mentre scende si infila la giacca.

Onomatopea:
UUEEEEE


PAGINA 11

V1
Lado cammina mentre la gente se la dà a gambe. L'allarme continua a suonare.

Onomatopea
UUUEEEEE

V2
Qualcuno gli passa vicino urtandolo. Una specie di zingaro con un cappello floscio e una stampella.

V3
Si destreggia in mezzo alla folla e per poco non inciampa in una fila di galline svolazzanti che escono da una gabbietta di una signora magrissima e raggrinzita con un fazzoletto arabescato in testa.
V4
Arriva presso un edificio, che un tempo era stato liberty. Sembra piuttosto malridotto. Lado è di spalle e si dirige senza indugi al portone.

V5
Lo trova aperto ed entra.

V6
Fa le scale. Sono ripide e ogni tanto qualche gradino risulta traballante. Poca luce. Rumori da fuori.
Onomatopea:
UEEEEEE

Onomatopea:
CRASH

PAGINA 12

V1
Lado alza lo sguardo. L'espressione è attonita.

V2
Appoggiata alla ringhiera e inquadrata dal basso, compare Falena, che evidentemente ha seguito la scalata di Lado. Falena indossa una leggerissima sottoveste, attraverso la quale si possono intravedere i minuscoli capezzoli. Ha un'espressione come di una dolce e languida attesa. Un filo di eccitazione all'angolo della bocca.

V3
Ora Lado è sulla porta dell'appartamento di Falena. La porta è quasi spalancata.

V4
Lado è in un enorme salone con l'arredamento decadente e decaduto. Un'immensa specchiera con lo specchio macchiato, pareti affrescate con scene di caccia pagane, un divano barocco, finestre aperte con pesanti tendaggi scossi dal vento. Al centro della sala un tavolone di marmo con al centro un bisturi.

V5
Il bisturi luccicante.

V6
Lado avanza senza indugi verso il bisturi. Un'espressione decisa e al contempo eccitata.
Le tende continuano a svolazzare. Fuori c'è la guerra.

Dida:
FUORI C'E' LA GUERRA.

Dida:
E IO DIPINGO LA GUERRA.



[sceneggiatura per storia a fumetti illustrata da Otto Gabos, Cap.I, Frontiera, edizioni Black Velvet, 1999]

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