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sceneggiatura 
PAGINA 1
V1
Panoramica dello stagno preso un po' dall'alto. Spazi vuoti e molto grandi. In
mezzo a tanta acqua immobile spicca la colonia di fenicotteri. Su un sottile braccio
di terra, lungo lunghissimo, proprio poco prima dell'acqua, si può vedere
la casa. V2 Ci avviciniamo
alla casa. La si può notare meglio. E' una di quelle case cantoniere, da
ferrovieri come se ne vedono un po' ovunque in Italia. Il tetto è inclinato
da neve, come le case del nord, anche se qui siamo lontani dal nord. Occidente.
Fuori c'è parcheggiata una macchina, una vecchia R4 (se non ti piace mettine
un'altra, purché non sia da fighi. La macchina è di Eracle, che
è giovane e non ha ancora molti soldi). C'è anche un motorino e
una bicicletta. Un piccolo orto e un bel salice ombroso. Dida:
PAPÀ DICE CHE LA NOSTRA CASA È L'ULTIMA DELLA CITTÀ.
DOPO LA NOSTRA NON C'È PIÙ NIENTE. Dida
2: A PARTE LO STAGNO CHE È MOLTO
GRANDE E PIENO DI UCCELLI STRANI CON IL COLLO LUNGO CHE STANNO TUTTO IL GIORNO
IN ACQUA. PAGINA 2 V1
Entriamo a casa. Siamo nella sala che poi è anche il salotto, visto che
la casa non sarà poi gigantesca. Arredamento modesto, ma al contempo decoroso
e ordinato. Molte piante d'appartamento, filodendri, piante grasse, un piccolo
ficus ecc. Divani e poltrone tappezzati con tessuti con scene di caccia. Tappeti
e orologio a cucù. Sulle pareti, oltre agli immancabili quadri con le marine
e con il clown bambino e triste, si notano molte gigantografie di foto di treni.
Locomotive e locomotori specialmente. Sul comò, o qualcosa di equipollente,
troneggia la foto incorniciata del padre, con il berretto da ferroviere in posa
vicino al suo fantastico locomotore. Sorride come non avrebbe mai più fatto.
La porta a vetri dà in cortile, da dove si vede il mare. Le tende sono
un po' scostate e la luce entra abbondante. Illumina la figura del padre che seduto
sulla carrozzina, forse, guarda lontano. Voce
fuori campo: E' TUTTO PRONTO
ADESSO TI PORTO A TAVOLA. V2
La mamma spinge la carrozzina. Il babbo è inespressivo. Ha una camicia
a quadri, pettinato e sbarbato a modo. Sembra che stia andando a una festa. Il
tempo e l'immobilità l'hanno un po' imbolsito. Da giovane, comunque, e
le foto lo testimoniano, è stato un bell'uomo. Anche la mamma è
stata una bella donna. Dicono che ricordasse un po' la Mangano. Anche adesso però
nonostante tutto potrebbe essere ancora bella. Basterebbe soltanto che lei lo
desiderasse. Vestitino a fiori pochissimo sopra il ginocchio, ciabatte, capelli
un po' raccolti, un po' con ciocche che spuntano cadenti e ribelli. Un segnale
di vita. V3 Passano con la carrozzina
vicino alla foto incorniciata, così ora la si può vedere nei dettagli. V4
Primo piano dell'immagine dentro la foto. Non ci sono bordi, non ci sono cornici.
C'è soltanto il babbo sorridente vicino al suo treno. V5
La mamma sistema il babbo a capotavola. Il suo posto è apparecchiato come
gli altri, anche se non mangerà con loro. Lea sta affettando il pane. Lea
avrà sui 16 anni. Carina, biondina, con le tette che crescono. Jeans tagliati
corti e giapponesine ai piedi. PAGINA
3 V1 Entra anche Eracle. E' in accappatoio
con i capelli ancora bagnati. Spalle larghe, sano. Eracle:
BE'
QUANDO SI MANGIA?
DOPO DEVO USCIRE ED E' GIA' TARDI
V2
La mamma fa la mamma e mentre poggia la pentola in tavolo lo guarda apostrofandolo. Mamma:
INTANTO VESTITI. E POI
DOVE DEVI ANDARE? V3
La mamma versa la sbobba con il mestolo. Il fumo caldo annebbia un po' la figura
di Eracle, che nel frattempo impippandosene della mamma ha preso posto a tavola.
Lui ha la tipica espressione scocciata dei ragazzi quando i genitori cominciano
a fare domande del cazzo e quasi sempre inopportune. Eracle:
UFFA
DAI
A BERE QUALCOSA CON AMICI
Mamma:
AMICI. V4 Lea che ha già
iniziato a mangiare, si volta verso il fratello con aria incuriosita e interessata. Lea:
E C'E' ANCHE DAVIDE? V5 Eracle ci
sta dando dentro a mangiare. La testa china e la bocca piena. Guarda di sbieco
la sorella con espressione bovina con qualche barlume d'interesse. Eracle:
BOH
NON SI CAPISCE MAI COSA VUOL FARE QUELLO
E' SEMPRE TUTTO STRANO
Voce
fuori campo: CIAO. V6 Eracle,
si volta di scatto e sempre con la bocca piena farfuglia sarcastico. Eracle:
ALLA BUON ORA
SIGNOR MARCHESE
GUARDA CHE PER ASPETTARTI STO FACENDO
TARDI A UN APPUNTAMENTO! PAGINA 4 V1
La mamma rigida dietro la sua postazione a tavola. Sta sbriciolando con metodo
sistematico un pezzo di pane. Sguardo fiero e risoluto, di chi cresce la famiglia
senza il marito. Mamma: ERACLE,
SMETTILA DI PARLARE CON LA BOCCA PIENA
E TU COS'HAI FATTO ALLA FACCIA?
ANCORA GLI INDIANI? V2 Apo sulla
porta con un bel graffio sul viso. Esce un po' di sangue. E' vestito street, tutto
oversize. Sembra lurido con il cappellino e la maglietta un po' strappata. Ha
l'espressione grave ma al contempo tronfia di chi sa di essere il figlio prediletto. Apo:
GIA'
SEMPRE LORO. V3 Si siedono
a tavola e mangiano. Il babbo assente vigila presente. fuori c'è un bel
tramonto. La luce investe radiosa la famiglia. Dida:
ANCHE SE IL BABBO E' SEMPRE MALATO E NON PARLA MAI, SIAMO UNA BELLA FAMIGLIA.
ANDIAMO D'ACCORDO E CI VOGLIAMO BENE. Dida:
ANCHE SE QUALCHE VOLTA SENTO LA MAMMA PIANGERE DI NASCOSTO CHIUSA IN BAGNO. Dida:
MA QUANDO ESCE I SUOI OCCHI SONO BELLI COME SEMPRE E SENZA LACRIME. V4
Un bel tramonto come si deve sullo stagno. Oltre ai fenicotteri e all'acqua, inquadra
anche il terreno intorno. Canne, sterpi, rifiuti. La zona di frontiera. La prateria. Dida:
CI GIARDIAMO MA NON CI DICIAMO NIENTE. Dida:
E' COME UN SEGRETO
Dida: IL
NOSTRO SEGRETO. PAGINA
5 V1 Al di là dell'acqua
dello stagno ci sono i binari della ferrovia, con gli scambi, gli incroci e altri
binari che non vanno più da nessun altra parte e finiscono per interrarsi,
circondati e sopraffatti dagli sterpi e dalle piante senza nome. C'è
tanto spazio per giocare. Sembrerebbe strano, visto lo stagno da una parte e la
strada ferrata dall'altra, ma è proprio così. C'è tanto spazio,
che sembra una prateria. Il posto ideale per fare i bivacchi. Apo e i
suoi amici, Gummo e Athos li fanno nel tardo pomeriggio d'estate, quando la luce
dura tanto e c'è tutto il tempo per accendere il fuoco e poi al tramonto,
anzi un po' prima, aprono un paio di barattoli di fagioli e li mettono a riscaldare
sul fuoco. Sono lì intorno a fuoco. Gummo ha in testa un cappello da
cowboy, Athos un bandana legato sul collo. Sono tutti e tre sui dieci anni. Non
più piccolissimi, non abbastanza grandi da avere i baffi fessi. Athos crescendo
diventerà un tipo tarchiato: Solido e onesto. Gummo è già
alto e nervoso. Crescendo avrà un mucchio di ragazze e qualcuno gli dirà
che assomiglia a Vittorio Gassman. Apo è carino e delicato. A differenza
dei fratelli ha i capelli lisci e scuri, come il babbo che non parla. Apo ha un
bel paio di occhiali spessi e robusti, come Elvis Costello e Clark Kent. Dida:
LE SERE D'ESTATE SONO TUTTE BELLE. PECCATO CHE STIANO PER FINIRE. Gummo:
QUANDO INIZIA LA SCUOLA? Athos:
TRA UNA SETTIMANA. Apo: CHE PALLE.
V2 Gummo è accovacciato e sta togliendo dallo zainetto due barattoli
di fagioli.
Gummo: E DI CHE TI LAMENTI
TU VAI BENE IN TUTTE LE MATERIE. Gummo:
BORLOTTI O CANNELLINI? V3 Apo
è seduto a gambe incrociate.
Apo:
BORLOTTI
SI FA PRIMA
E POI COSA C'ENTRA CHE VADO BENE IN TUTTE LE
MATERIE?
V4 Gummo apre
i barattoli di fagioli.
Gummo: C'ENTRA
C'ENTRA
QUANDO ARRIVI CON LA PAGELLA NON TI SGRIDA NESSUNO
V5
Apo con lo sguardo torvo. Lancia nel fuoco un rametto. E' stizzito e contrariato. Apo:
LO DICI TU
EHI
TI AVEVO DETTO BORLOTTI! PAGINA
6 V1 Interviene Athos. Pratico e
risoluto come sempre. Sta rimestando con un cucchiaio il sugo in una vecchia padella
ammaccata. Le fiamme del bivacco crepitano. Athos: ALLORA ME LI DATE QUESTI
FAGIOLI
QUA SI STA BRUCIANDO TUTTO! V2
Il cucchiaio rimesta la sbobba. Onomatopea:
SBLOB SBLOB V3 Hanno ormai finito
di mangiare. Athos sta spegnendo il fuoco con una coperta e nel frattempo scorreggia
allegramente, Apo raschia la padella e guarda verso l'orizzonte, verso il tramonto.
Nonostante la poesia, scorreggia anche lui. Gummo ha uno stecchino tra i denti
e si tiene la pancia soddisfatto. Gummo:
CAVOLO CHE SPANCIATA
MA COME FACEVANO I COWBOY A MANGIARE COSI' TANTO E
A NON SENTIRSI MALE?
Athos:
SPARAVANO MOLTO! Onomatopea: SPRONFF Apo:
SMETTETELA VOI DUE
ROVINATE IL TRAMONTO! Onomatopea:
SPROOONFFF V4 Di spalle. Si mettono
in cammino verso casa. Davanti a loro si estende un panorama di discarica. In
mezzo allo schifo, tanta poesia. Carta che vola, uccelli che svolazzano e planano,
bizzarre e sculture che hanno un non so che di selvaggio. I tre amici procedono
con gli zainetti in spalla. Gummo sta accelerando il passo e indica frenetico
ed entusiasta un punto un bel po' più in fondo. E' la ferrovia con i suoi
binari. Apo: CI RESTANO APPENA SEI
BIVACCHI PRIMA DI TORNARE A SCUOLA
Athos:
PER ME SOLO CINQUE
C'E' IL MATRIMONIO DI MIA CUGINA E POI DEVO ANDARE IN
PALSETRA
Apo: IN PALESTRA
E PERCHE'? Athos: UN'IDEA DEL DOTTORE
DICE CHE ALTRIMENTI DIVENTO GRASSO. Onomatopea:
SPRUUUNFF Gummo: DAI DAI
PASSIAMO
PER I BINARI
CHI FA PRIMO VINCE! PAGINA
7 V1 Sono tutti e tre sui binari.
Camminano in equilibrio. Athos a dispetto del medico è abile, Apo al contrario
si rivela impacciato e barcolla. Ovviamente Gummo fila proprio come un treno.
Lungo il percorso si erge un muretto a secco, tipico del sud con tanto di fichi
d'India in cima. Apo: TANTO VINCI
SEMPRE TU
HAI LE GAMBE PIU' LUNGHE! Gummo:
MIO PADRE DICE CHE LA NOSTRA FAMIGLIA E' DI RAZZA SUPERIORE! V2
Athos che è giudizioso e sarà un buon comunista risponde con sarcasmo
e cipiglio: (nel frattempo continua a camminare in bilico) MIO PADRE DICE
CHE LA TUA E' UNA FAMIGLIA DI FASCISTI! V3
Anche Apo vuole dire la sua. Mentre sta per aprire bocca, si becca una bella sassata
sulla spalla. Gli fa un male cane. Apo: INVECE MIA MADRE DICE CHE
AAAURGGH!! Apo:
AHIA
CHE MALE! V4 Gummo sorpreso.
CAVOLO
GLI INDIANI
BASTARDI! V5
Dalla sommità del muretto a secco, seminascosti dai fichi d'India, gli
zingarelli attaccano lanciando pietre, sghignazzando e schiamazzando. PAGINA
8 V1 I ragazzi si riparano come
possono dalla gragnuola di pietre. Gummo:
PORCA PUTTANA
ADESSO LI
Athos:
SCAPPIAMO
CHE E' MEGLIO! V2
Corrono all'impazzata inseguiti da sassi volanti. V3
Gli zingari continuano a sghignazzare e a lanciare. Più indietro il capo
Conch'e Mallu osserva in silenzio. Indossa una maglietta a righe orizzontali,
sporca e troppo piccola. V4 Conch'e
Mallu fa il gesto del dito ai fuggitivi. Nessuna espressione di gioia, soltanto
una blanda e quasi repressa eccitazione. V5
Al contrario Gummo s'incazza come una pantera. Si volta ed è pronto a correre
in direzione. Gummo: CHE CAZZO FAI
COGLIONE
ADESSO VENGO E
TI ROMPO IL CULO!!! V6
Gli altri due lo trattengono e lo trascinano via. Qualche pietra qua e là.
Apo si tocca la spalla ferita. Gummo: CUSSU CALLONI TONTU DE CONCH'E MALLU
MAS FATTU SU GHIGNU
TI SEGU SA UDDA!!* Athos:
E PIANTALA
DAI CHE CI E' ANDATA BENE OGGI
Apo:
CAVOLO
MI FA MALE
*QUEL
COGLIONE DI TESTA DI MARTELLO MI HA FATTO IL DITO
TI ROMPO LA PASSERA (ma
non rende quanto nell'originale)
PAGINA 9
V1 Esterno della casa di
Apo. Quasi notte. Nessuna luce accesa. V2
Apo entra massaggiandosi la spalla. Con l'altra mano accende la luce. V3
Panoramica interna. Non c'è nessuno. Apo:
CIAO
EHI
CI SIETE? Apo:
MAMMA?
V4 In
cucina la cena non è stata preparata. Non c'è niente in cottura
e la tavola non è nemmeno apparecchiata. Dida:
SIAMO UNA BELLA FAMIGLIA. ANDIAMO D'ACCORDO E CI VOGLIAMO BENE. V5
C'è la porta di servizio leggermente accostata. Magari sbatte un po' per
il vento. Onomatopea: GNIIK V6
Ora Apo è fuori. Tira vento. I panni stesi lo sfiorano come fantasmi. Ormai
fuori c'è buio e non ci sono stelle. Nemmeno la luna piena. PAGINA
10 V1 Si dirige verso lo stagno.
Costeggia dei cespugli senza nome. V2
Poi le canne alte e fruscianti. I capelli ondeggianti dal vento. Ogni tanto inciampa
e mette i piedi nel fango. Rumori di animali. Ombre di animali. Onomatopea:
CRAAKK Onomatopea: UHU UHU V3
In lontananza passa un treno ululante. Il passaggio è improvviso e rumoroso.
Il vento sembra soffiare di più. V4
Gli occhi sgranati di Apo. V5 E
qua viene il bello. Devi riuscire a rendere indefinibile l'indefinibile e l'indefinibile
definibile. In pratica chi legge deve intuire. Devi descrivere ma senza svelare
del tutto. Non so come farai, ma ce la farai. Io ti consiglierei di usare molti
tratteggi. Ma ne parleremo. Allora c'è l'acqua dello stagno con le
canne che ondeggiano e magari qualche chiatta dei pescatori di arselle. S'intravede
anche una forma vagamente umana. V6
C'è anche un'altra sagoma. Potrebbe essere anche questa umana, ma è
in una posizione diversa. E' seduta. Ma la sedia non è proprio una sedia.
La figura in piedi spinge a fatica la sedia che sembra avere le ruote. PAGINA
11 V1 La sedia viene spinta in acqua. V2
Entrambi entrano in acqua, che sale di livello, inglobandoli. V3
L'acqua dello stagno li copre a sufficienza. V4
La carrozzella è sola e affonda lentamente. V5
Molto lentamente, ma inesorabilmente. V6 Acqua. V7
La mamma sulle ginocchia dà le spalle all'acqua. Capo chino, capelli sciolti
e bagnati. Anche lei sembra morta. V8
Sguardo sbarrato di Apo. Come fosse illuminato da un flash. PAGINA
12 V1 Apo è a letto rannicchiato
sotto le lenzuola. Ha gli occhi aperti Dida:
QUALCHE VOLTA SENTO LA MAMMA PIANGERE DI NASCOSTO CHIUSA IN BAGNO. V2
Panoramica della stanza da pranzo vuota e al buio. Dida: MA QUANDO ESCE
I SUOI OCCHI SONO BELLI COME SEMPRE E SENZA LACRIME. V3
Anche la cucina continua a essere desolatamente vuota. Dida: CI GUARDIAMO
MA NON CI DICIAMO NIENTE. V4 La
porta del bagno è socchiusa. Si capisce che è il bagno perché
farai vedere o un pezzo di lavandino o di water. La luce è accesa.
Dida: E' COME UN SEGRETO
Dida:
IL NOSTRO SEGRETO. V5 Esterno casa.
La finestra del bagno è illuminata. Tira vento e sullo sfondo passa un
treno. Corre veloce. Dida: LA MAMMA
NON E'ANCORA USCITA. Dida: MA IO L'ASPETTO. Dida:
COME FACCIO SEMPRE
Dida: E'
IL NOSTRO SEGRETO.
[sceneggiatura
per storia a fumetti illustrata da Francesco Mattioli, Cap.IV, Frontiera,
edizioni Black Velvet, 1999] [soggetto]
[altri
testi]
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