Capolavori
sommersi: Scott Walker
Nei
negozi di dischi, come nelle librerie spesso le cose scoperte per caso diventano
con l'andar del tempo quelle che si amano di più. Mi è capitato
parecchie volte ed è sempre stata un'esperienza fantastica. Anni fa mi
era successo con il ritorno di John Foxx di cui avevo perso le tracce dal 1985,
data di uscita del suo ultimo album In the mysterious ways. La sua assenza
prolungata negli anni era ormai diventata un dato di fatto. Mi consolavo cercando
di ascoltare con immutato entusiasmo ma da punti di vista inediti i suoi lavori
da solista e quelli precedenti con gli Ultravox!
Ma non era la stessa cosa.
A
metà degli anni '90 avevo deciso di scrivere un racconto dove un vecchio
fan di John Foxx, diventato nel frattempo artista decide di mettersi sulle tracce
del suo vecchio idolo. Era l'occasione giusta per parlare dei mie anni Ottanta,
della new wave e di altre cose.
Avevo già preso un po' di appunti quando
in uno scaffale di un negozio di dischi ho trovato un suo cd. Anzi due. Non si
trattava di ristampe ma di nuove realizzazioni.
Incredibile! La copertina
e l'atmosfera di Shifting City mi sembrò immediatamente vicina e familiare.
C'erano molti punti di contatto con i Camminatori.
Qualche
mese fa mi è capitato di scoprire Scott Walker. Ammetto che si è
trattato di un incontro tardivo. Infatti la sua carriera raggiunge il suo culmine
nelle seconda metà degli anni '60.
L'incontro nasce quasi con un equivoco.
Nel mio negozio di dischi di fiducia si sente una canzone che mi ricorda in maniera
impressionante quelle di Brendan Perry, l'ex voce dei Dead Can Dance. Eppure non
è lui, ma qualcosa di assolutamente affascinante.
Compro Scott 4 che
è anche il suo ultimo disco di quella fase di carriera.
Ballate lente,
spesso arrangiate da archi ariosi, mai pomposi. Il disco è del '69 ed è
ancora straordinariamente attuale. Come procedevo nell'ascolto mi rendevo conto
di quanto Scott Walker sia stato importante nelle formazione di altri artisti.
Oltre a Brendan Perry, mi vengono in mente Julian Cope, Nick Cave, David Bowie
e i Pulp.
Mi chiedo come abbia fatto in tutti questi anni a non essermi mai
accorto di lui. Mi chiedo anche perché in tutti questi anni la stampa e
il pubblico ne abbiano parlato sempre così poco.
Dalle
foto di repertorio è facilmente intuibile che appartenesse alla categoria
dei bei tenebrosi. Ipotesi confermata dopo vari viaggi in internet. Pare che fosse
molto timido e si aiutasse con l'alcol prima di esibirsi. Scopro anche che pur
essendo musicalmente inglesissimo in realtà nasce negli Usa. Certi affermano
ad Hamilton, Ohio, altri genericamente in California, comunque nel 1943. Stesso
anno di Lucio Dalla, qualche anno prima di David Bowie.
Suo padre era un
ricco petroliere, la madre un'agiata casalinga che poi finirà per chiedere
il divorzio.
Scott
cambia il cognome da Engel in Walker quando fonda la sua band, i Walker Brothers,
dove canta e suona il basso. Attratti dalle sonorità inglesi, più
asciutte e più eleganti di quelle californiane, i Walker Brothers si trasferiscono
in Gran Bretagna dove raggiungono un buon successo, coabitando nei posti alti
delle classifiche con i Beatles allora al loro massimo splendore.
La carriera
solista di Scott Walker inizia nel '67. In quell'ultimo scorcio di decennio realizza
4 album intitolati Scott, Scott 2, Scott 3, Scott 4. Un po' come faceva Peter
Gabriel che però non metteva nemmeno il numero.
Scott 4, l'ultimo della
serie che fu ritirato quasi immediatamente dalla circolazione dopo un clamoroso
flop di vendite, è comunque l'album che preferisco. Lirico, intenso e sobrio
come dev'essere un bel disco.
In Scott 3 ci sono diverse cover in inglese
di Jacques Brel e in questo caso il rimando a Marc Almond è d'obbligo.
Entrambi amano Brel seppur per ragioni e con intenti differenti. A mio parere
il fatto stesso di omaggiare il chansonnier belga interpretandone alcuni brani
è di per sé motivo di stima e interesse.
Non ho ascoltato niente
della reunion dei Walker Brothers, né tantomeno ho notizie di Tilt, disco
solista del '92. Invece non posso che apprezzare il suo ruolo di produttore in
We love life dei Pulp licenziato nel 2001. Un incontro predestinato.
Discografia
consigliata
Scott
Scott 1
Scott 2
Scott 3
Scott 4.
Gli
appassionati di John Foxx possono visitare il suo sito www.metamatic.com
Sarei veramente felice se qualcuno con notizie o storie su Scott Walker decidesse
di contattarmi al mio indirizzo mail: info@ottogabos.com