Loving the alien


[china su cartoncino, 1999]

Loving the alien
Mondo Naif n.2,4,5, Kappa Edizioni 1999

Sono stato un soggetto. Ormai non faccio fatica ad ammetterlo, a raccontarlo. Anzi dopo aver realizzato Loving the Alien ero proprio soddisfatto e fiero della mia diversità. Ma ai tempi delle tragedie di Oberdan, a metà dei Settanta, ero di tutt'altro parere. Buio pesto, gli anni più brutti in assoluto. Mi sembrava davvero tutto orribile, dai pantaloni a zampa di elefante (che ho sempre odiato) all'umiliante retrocessione del Cagliari. Così la decisione di andare a scavare in fondo, il dover ammettere limiti, debolezze, figure di merda, goffaggini, richiedeva una dose massiccia di narcisismo compiaciuto, che fortunatamente non mi è mai mancata. Per costruire Oberdan Raimondi ho saccheggiato impietosamente me stesso, ma anche con spregiudicata generosità qualche altro soggetto che è cresciuto nello stesso periodo in condizioni analoghe. Per ricostruire l'ambientazione, la psicosi dello sbarco degli Ufo venusiani a Nora, ho setacciato gli archivi delle biblioteche cittadine fino a trovare i vecchi articoli di Tutto Quotidiano. È stato emozionante anche perché fino a quel momento non ero riuscito a incontrare nessuno che si ricordasse dell'episodio. Poi ho dovuto aspettare circa sei anni prima di finire il romanzo. Ma questa è un'altra storia...

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