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Pesci sui rami

 

Pesci sui rami

[matita e acquerello su carta, 1987, cod. IOG049]

Anche i pesci sui rami risalgono agli stessi giorni delle lenzuola. Mi affannavo a incanalare quelle visioni suggestive in una storia compiuta. Mi piaceva pensare a un bambino un po' malato che si divertisse a conficcare pesci morti nei rami seccati dall'inverno. Metteva in scena un rituale svuotato del contenuto, un esoterismo caduco. Un dispetto, un disperato tentativo di richiamare l'attenzione. Chissà. Circa un anno prima con Menotti avevamo realizzato una scultura organica, composta da un arbusto ai quali rami avevamo conficcato dei pesci (sardine che sono molto economiche) e delle teste di gallo e gallina. Poi avevamo ornato il tutto con collane di perle finte e dipinto la composizione con la bronzina dorata. La scultura organica doveva essere un'installazione per una serata culturale in un protocentrosociale (allora non ne esistevano ancora). Il caso volle trasformare l'installazione in una performance situazionista, infatti sul finire della serata la sala fu invasa da un gruppetto di skinheads ubriachi che cominciarono a strappare i pesci e a lanciarli addosso alla gente che ballava stoicamente vecchi pezzi di beat italiano. In effetti fu tutto molto divertente. Un vero peccato che fossi sprovvisto di una quanto mai opportuna macchina fotografica.

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