Il viaggiatore distante:
L'Inverno atlantico

Quando ho iniziato a prendere appunti circa cinque anni fa volevo costruire un romanzo scritto e disegnato che non si ponesse il vincolo della lunghezza espressa in pagine. È seguito un periodo di annotazioni di situazioni, luoghi, persone. Il Viaggiatore distante ha iniziato a prendere una forma concreta alla fine del 2002 quando con mia moglie ormai avevamo deciso di stare negli Stati Uniti. Lei è nata e cresciuta nella contea del Westchester a nord di New York dove la sua famiglia risiede ancora. Trascorrere un periodo a tempo indeterminato e consentire a nostro figlio di nascere con la doppia cittadinanza ci era sembrata - e ci sembra tutt'ora - una buona cosa. Nel frattempo è scoppiata la guerra in Iraq e necessariamente ci siamo trovati in mezzo a stati d'animo, polemiche, domande che riguardavano soprattutto l'atteggiamento schizofrenico che offriva agli americani il pacchetto Italia. Una dichiarata vicinanza politica dell'allora governo in carica e una netta presa di posizione di una buona parte della popolazione. Diventava molto complicato e a tratti pure imbarazzante cercare di spiegare in maniera semplice il profondo conflitto ideologico che ha da sempre caratterizzano la Repubblica italiana. Ma non c'è stata solo la guerra in Iraq. C'è stata la scoperta e la convivenza con un altro mondo che poi è il vero cuore di questa storia, ciò che mi ha fatto sentire l'esigenza di mettermi a prendere i primi appunti. Da allora è stato un lavoro di continua riscrittura sia per quanto riguarda i testi che i disegni. Il ripensamento come espressione creativa è stata un'esperienza inedita. A tratti eccitante, a tratti frustrante nella sua difficoltà di gestione. Non era nemmeno mai successo che mi mettessi in gioco in prima persona. Non è stato facile ma assolutamente necessario per raccontare una storia che va dall'ansia alla consapevolezza di essere padre all'incontro, e a volte scontro, con un altro Occidente simile ma estremamente diverso, una specie di affascinante, e al contempo inquietante, continuum temporale alternativo in cui Otto Gabos si chiama Romeo Benetti e di mestiere fa il traduttore. Poi mi sono messo a disegnare. Questa che vedete è la terza versione (per certe parti si tratta addirittura della quarta) ed è stata iniziata a partire dallo scorso mese di ottobre. La stesura è andata avanti a intermittenza, spezzettata da altri impegni che si sovrapponevano, urgenze dell'ultimo momento. Questo percorso accidentato, dilatando i tempi, ha eliminato le ultime resistenze riguardo alla necessità di una più agile suddivisione in capitoli sotto forma di volumi. Con Omar Martini abbiamo pensato che questa sarebbe stata la soluzione migliore per consentire al lettore di trovare il Viaggiatore in libreria con una certa frequenza e all'autore di verificare e tirare il fiato tra un'uscita e l'altra.